📌 L’epilogo a Istanbul
Il Fenerbahçe ha annunciato ufficialmente l’esonero di José Mourinho, a poco più di un anno dal suo arrivo in Turchia. La decisione è arrivata dopo l’eliminazione nei preliminari di Champions League contro il Benfica, obiettivo considerato vitale per le casse e le ambizioni del club. A questo si è aggiunto un avvio stentato in campionato (una vittoria e un pareggio in due gare), che ha reso inevitabile la scelta.
Il portoghese, ancora sotto contratto, riceverà una ricca buonuscita stimata intorno ai 15 milioni di euro. L’ambiente a Istanbul era già carico di tensioni: il settimo posto in classifica e le dichiarazioni polemiche della dirigenza avevano reso il clima insostenibile.
⚽ Numeri e bilancio in Turchia
Il percorso di Mourinho al Fenerbahçe si chiude con un rendimento complessivamente buono nei numeri, ma insufficiente rispetto alle aspettative del club:
- 62 partite ufficiali
- 37 vittorie, 14 pareggi, 11 sconfitte
- Nessun trofeo conquistato
Il primo anno si era chiuso con un secondo posto in campionato, l’eliminazione in Coppa nazionale e un cammino europeo senza acuti. Troppo poco per una società che puntava a tornare protagonista in patria e in Europa.
🔙 Dallo “Special One” al declino
Mourinho resta un tecnico che ha scritto pagine memorabili della storia del calcio europeo:
- Champions League con Porto e Inter (storico Triplete del 2010 con i nerazzurri).
- Premier League e vari trofei con il Chelsea.
- Liga spagnola con il Real Madrid.
- Europa League con il Manchester United e Conference League con la Roma.
Negli ultimi dieci anni, però, le luci si sono spente progressivamente: pochi trofei, più polemiche che successi, e un’impressione di non essere più in grado di incidere ai massimi livelli.
🔮 E ora cosa succede?
Il futuro di Mourinho rimane un rebus. Secondo alcune indiscrezioni, il portoghese potrebbe aprire una nuova parentesi accanto a due ex juventini, in un progetto che lo riporterebbe in un contesto competitivo ma lontano dai riflettori delle big europee.
Quello che appare certo è che il marchio dello “Special One” oggi non ha più la stessa forza di un tempo: la sua carriera resta leggendaria, ma il presente racconta un allenatore in cerca di riscatto dopo un nuovo esonero che pesa sulla sua immagine.