In questa giornata la Serie A sembra muoversi su due binari paralleli: da un lato le grandi che provano a rendere “normale” la continuità, dall’altro squadre che vivono di strisce, pareggi e dettagli ripetuti. Ci sono incroci che parlano di imbattibilità storiche e altri che raccontano il presente con numeri più ruvidi: precisione nei passaggi, clean sheet, gol segnati (o mancati) nei momenti chiave. È una giornata in cui il dato non descrive solo l’andamento, ma l’identità.
Pisa – Milan (venerdì 13 febbraio 2026, ore 20:45)
Pisa-Milan parte da una certezza statistica che, in Serie A, ha pochi paragoni: il Milan non ha mai perso contro il Pisa in 13 confronti, la sua serie più lunga di precedenti senza sconfitta contro una singola avversaria nel massimo campionato. Il 2-2 dell’andata ha però introdotto un elemento nuovo, perché è stata la prima volta in cui il Pisa ha segnato più di un gol contro i rossoneri, e soprattutto perché i toscani non sono mai riusciti a restare imbattuti in entrambe le sfide stagionali contro il Milan. Anche il contesto di Pisa è particolare: 12 pareggi su 24 partite, metà del campionato finito in equilibrio, una cifra che nelle ultime dieci stagioni è stata superata raramente alla stessa altezza della stagione. In mezzo, un dato che separa due mondi: il Milan è la squadra con la miglior precisione passaggi (87.2%), il Pisa una delle peggiori (75.9%). Eppure, in casa, i nerazzurri hanno iniziato a segnare con maggiore regolarità: un gol nelle ultime due gare interne dopo averne fatto uno solo nelle prime dieci. Durosinmi ha inciso in entrambe le sue presenze casalinghe, mentre Rabiot ha costruito gran parte della sua produzione offensiva lontano da San Siro: sette delle sue otto partecipazioni a gol sono arrivate in trasferta, un dettaglio che parla di impatto “esterno” più che di comfort domestico.
Como – Fiorentina (sabato 14 febbraio 2026, ore 15:00)
Como-Fiorentina è una sfida che negli ultimi mesi ha smesso di cercare equilibrio: sei confronti consecutivi senza pareggi, dopo un passato in cui l’“X” era frequente. Il Como arriva con un’identità che si vede soprattutto dietro: sette risultati utili nelle ultime otto, e tre clean sheet consecutivi, con la possibilità concreta di toccare un traguardo storico rarissimo per il club, cioè quattro gare di fila senza subire gol (evento capitato solo in tre finestre nella sua storia di Serie A). Dall’altra parte, la Fiorentina porta numeri opposti: un solo clean sheet nelle ultime 19 partite, 32 reti subite nel periodo, e la sensazione di una difesa che non riesce più a interrompere i trend. Dentro questo incrocio c’è anche un dettaglio molto preciso: Como è tra le migliori per gol subiti di testa (solo uno), mentre la Fiorentina è tra le peggiori con nove reti incassate con quel fondamentale. E poi ci sono le storie individuali che sembrano scritte al contrario: Paz vicino a un traguardo raro per un centrocampista giovanissimo, Kean e Morata con un differenziale negativo marcato tra gol e xG, e Baturina come eccezione assoluta, capace di trasformare pochissimo in molto. Il match diventa così un confronto tra solidità “costruita” e fragilità che si trascina.
Lazio – Atalanta (sabato 14 febbraio 2026, ore 18:00)
Lazio-Atalanta è una partita di strisce che si incrociano senza combaciare. La Lazio ha spesso evitato la sconfitta contro i bergamaschi negli ultimi anni, ma ha vinto poco recentemente, mentre l’Atalanta nel 2026 non ha ancora perso: cinque vittorie e due pareggi, un avvio di anno solare che nella storia del club è accaduto raramente. La Lazio, invece, si è “specializzata” nel pareggio da dicembre in avanti, con sei segni X e appena tre vittorie: un dato che descrive una squadra che resta dentro le partite ma fatica a trasformarle. A livello casalingo i biancocelesti hanno un altro segnale anomalo: quattro gare interne consecutive con almeno due gol subiti, una serie che, storicamente, non è mai andata oltre. E nei dettagli di gioco emerge una differenza netta sui calci d’angolo: Lazio unica squadra ancora senza gol da corner, Atalanta molto più produttiva. Pedro è tornato a incidere con continuità e con un’età che rende la sua produzione un caso statistico nel panorama europeo, mentre Krstovic ha una frequenza di partecipazione al gol che lo mette in una categoria ristretta per efficienza sul minutaggio. È una partita che mette insieme un’Atalanta “intera” nel 2026 e una Lazio che continua a vivere tra resistenza e crepe interne.
Inter – Juventus (sabato 14 febbraio 2026, ore 20:45)
Inter-Juventus è il classico che cambia pelle: in un recente passato tendeva a essere chiuso, ora è diventato prolifico. Sedici gol complessivi nelle ultime tre sfide di campionato raccontano un confronto che ha alzato improvvisamente la soglia emotiva e statistica, dopo sei incroci con una media molto più bassa. L’Inter arriva con un dato delicato: una sola vittoria nelle ultime sette contro la Juventus e due sconfitte consecutive, con il rischio storico per i nerazzurri di vedere i bianconeri vincere tre di fila per la prima volta dal 2012. Eppure la partita si gioca anche su un’altra scala: è una delle rare occasioni in cui l’Inter affronta la Juve con un vantaggio enorme in classifica, scenario che in era tre punti ha spesso generato esiti non lineari. I numeri di campo parlano di due squadre che dominano quasi tutte le categorie “di volume”: migliori attacchi, più palloni in area, più tiri nello specchio tentati e meno concessi. Anche nel controllo tramite possesso, Inter e Juventus guidano per sequenze lunghe e interruzioni alte, come se entrambe volessero comandare il territorio prima ancora del risultato. In questo contesto Dimarco sta scrivendo un campionato da specialista dell’ultimo passaggio, mentre Yildiz continua a costruire un rapporto speciale con questa partita, con cifre che per età e impatto storico sono già anomale.
Udinese – Sassuolo (domenica 15 febbraio 2026, ore 12:30)
Udinese-Sassuolo è uno scontro che, recentemente, ha trovato una costante precisa: segnano entrambe. Sette confronti consecutivi con gol da entrambe le parti e una media altissima di reti nel periodo indicano una partita che raramente resta bloccata. Però i due trend principali sono strani e specifici: l’Udinese non vince da nove partite nell’anticipo delle 12:30, mentre il Sassuolo proprio a quell’orario ha costruito gran parte della sua efficacia stagionale. Anche sul piano “tattico” nascosto nei dati, c’è un contrasto interessante: Sassuolo è tra le migliori per gol nati da recupero offensivo, mentre l’Udinese è l’unica a non averne ancora segnati così. Solet rappresenta un caso rarissimo di difensore centrale che unisce gol e assist con continuità dalla data del suo esordio, mentre Pinamonti vive un paradosso: tante conclusioni, nessun gol da settimane, pur essendo storicamente un giocatore che contro l’Udinese ha già lasciato segni.
Cremonese – Genoa (domenica 15 febbraio 2026, ore 15:00)
Cremonese-Genoa è una partita in cui la storia recente pesa più della classifica: la Cremonese ha vinto le ultime tre sfide contro il Grifone e potrebbe toccare un traguardo mai raggiunto nella sua storia di Serie A, cioè quattro vittorie consecutive contro la stessa avversaria. Eppure il presente della Cremonese è durissimo: nelle ultime dieci giornate è la squadra con meno punti e meno gol, con otto gare su dieci senza segnare. In casa, allo Zini, la frequenza di pareggi è altissima, e in generale il rendimento non ha invertito davvero la rotta. Il Genoa, invece, con De Rossi ha cambiato volume offensivo: 23 gol in 14 partite dal suo arrivo, una produzione da metà alta della lega, ma con un difetto ricorrente che pesa: i punti persi da situazione di vantaggio. Dentro questo match si muovono due strisce individuali: Bonazzoli che segna al Genoa con regolarità quasi “personale”, e Malinovskyi che è vicino a una sequenza realizzativa mai raggiunta in Serie A. È una partita che oppone sterilità di squadra e continuità di singoli.
Parma – Hellas Verona (domenica 15 febbraio 2026, ore 15:00)
Parma-Hellas Verona è una sfida che vive nella parte bassa e parla di difficoltà strutturali a segnare. Entrambe hanno già collezionato molte partite senza gol, e il Parma in casa al Tardini ha avuto una stagione particolarmente povera: una sola vittoria nelle ultime dieci, con sei gare senza segnare. Il Verona, invece, porta una tendenza al pareggio e la possibilità di mettere in fila due “X” consecutivi, cosa che non accade spesso. La partita è anche un confronto di tempi: Parma è la squadra con meno gol nel primo tempo, Verona una di quelle con meno reti nel secondo; come se entrambe faticassero a trovare il momento giusto per incidere. In mezzo, Pellegrino ha un dato che definisce la sua stagione: tutti i suoi gol sono arrivati contro squadre della parte bassa, compresa la doppietta dell’andata contro l’Hellas. E dall’altra parte Nelsson è un profilo difensivo totale per volume: intercetti e respinte, numeri che parlano di un giocatore costantemente esposto e costantemente presente.
Torino – Bologna (domenica 15 febbraio 2026, ore 18:00)
Torino-Bologna mette insieme due realtà che arrivano da direzioni opposte: il Bologna è imbattuto da cinque contro i granata e ha tenuto quattro clean sheet nel periodo, ma arriva da quattro sconfitte consecutive e da un trend complessivo pesantissimo da dicembre, con più ko e più gol subiti di chiunque altro. Il Torino, invece, resta una squadra che vive di transizioni: è tra le migliori per gol in contropiede, ma è anche quella che ne ha subiti di più nello stesso modo, come se il suo punto di forza fosse anche la sua vulnerabilità principale. La sfida ha anche un tema di “volume gestionale”: sono le due squadre che hanno fatto più cambi, segno di partite spesso in movimento e di panchine molto utilizzate. Casadei ha trovato nel 2026 la sua zona di produzione offensiva, mentre Rowe rappresenta il classico dato “incompleto”: tanti tiri nello specchio, nessun gol. È un match in cui la forma recente del Bologna pesa, ma la storia recente dello scontro diretto dice che, contro il Torino, spesso riesce a trovare una versione più pulita di sé.
Napoli – Roma (domenica 15 febbraio 2026, ore 20:45)
Napoli-Roma è una partita che racconta stabilità e attrito. Il Napoli non perde contro i giallorossi quasi mai negli ultimi anni e in casa è in una striscia di imbattibilità lunghissima: 22 partite senza sconfitte al Maradona, una sequenza che riporta a cicli storici. La Roma arriva con un dato di classifica importante, ma con una fragilità “da alta quota”: negli scontri contro le prime cinque ha preso pochissimo, con pochi gol segnati e pochi punti, come se nelle partite più pesanti cambiasse peso specifico. Fuori casa, inoltre, la Roma è una squadra senza pareggi: o vince o perde, e questa assenza di mezze misure è rarissima nel panorama europeo attuale. Anche nei dettagli arbitrali e situazionali emergono differenze: Napoli ha subito molti gol su rigore, Roma nessuno, e al contrario la Roma non ha ancora concesso un rigore a sfavore. In mezzo ci sono i segni dei singoli: Højlund vicino a un traguardo personale e con una storia perfetta contro la Roma come avversaria affrontata più volte, e Malen che si inserisce in una tradizione di marcature multiple legate al lavoro del suo allenatore. È una partita che parla di continuità del Napoli e di identità “selettiva” della Roma, capace di crescere o restringersi a seconda dell’altezza della sfida.
Cagliari – Lecce (lunedì 16 febbraio 2026, ore 20:45)
Cagliari-Lecce chiude la giornata con un tema semplice: casa contro trasferta. Il Cagliari ha una tradizione interna fortissima contro i salentini e arriva da due vittorie consecutive all’Unipol Domus, con due clean sheet; se non subisse gol anche qui, sarebbe una sequenza casalinga rara per la sua storia recente. Il Lecce, invece, fuori casa ha rallentato drasticamente: un punto nelle ultime sei trasferte e un solo gol segnato, dopo un avvio esterno più produttivo. Anche i “dettagli di panchina” contano: Cagliari è tra le squadre che segnano di più con i subentrati, mentre il Lecce è tra quelle che subiscono più gol dai giocatori entrati a gara in corso, come se la partita cambiasse spesso contro di loro nei minuti finali. Esposito è il riferimento offensivo più continuo dei sardi, mentre l’assenza di Banda per squalifica pesa perché, senza di lui, il Lecce ha sempre perso in questo campionato: un dato netto, quasi crudele. Qui la partita sembra vivere di inerzie: quella del Cagliari che costruisce sicurezza in casa e quella del Lecce che, lontano, fatica a portarsi dietro qualcosa.















