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Serie A 2025/26 – 23ª Giornata: analisi statistica dei match, trend e precedenti

Serena da Serena
Gennaio 28, 2026
in Corriere, Generale, Gollo
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Genoa–Lazio: Monday Night al Ferraris

Lazio vs Genoa

Dominio recente biancoceleste nel confronto.

Il primo dato che pesa sul match è la serie storica recente: la Lazio ha vinto le ultime quattro contro il Genoa in Serie A senza subire gol. Arrivare a cinque successi consecutivi con clean sheet sarebbe un evento rarissimo per i biancocelesti, riuscito in passato solo contro il Perugia tra 1999 e 2001. Sul lato Genoa, il quadro è coerente: i rossoblù hanno tenuto la porta inviolata solo una volta nelle ultime 17 contro la Lazio, con una media di 2.5 gol subiti nel parziale.

Il contesto “casa Lazio” aggiunge un’altra anomalia: nessun pareggio negli ultimi 15 confronti all’Olimpico in campionato. È una serie che spinge il match verso esiti netti (almeno come storia del confronto), con nove vittorie Lazio nel periodo.

Ma il momento di campionato ribalta la fotografia: la Lazio arriva da otto gare su 10 senza vittoria e soprattutto da due match di fila senza segnare (non succedeva di restare a secco per tre consecutivi dal maggio 2021). Il Genoa invece è imbattuto da cinque (2V, 3N) e ha una curiosa solidità “calendariale”: è imbattuto in 10 delle ultime 12 gare giocate di venerdì (6V, 4N), mentre la Lazio è addirittura la squadra con la più alta percentuale di vittorie al venerdì (68%).

Sul piano delle caratteristiche, qui c’è un contrasto netto: la Lazio è l’unica a non aver segnato ancora da corner in stagione, mentre il Genoa è la squadra che ha segnato di più sia su punizione diretta (2) sia su punizione indiretta (6). E non è solo un tema “palle inattive”: entrambe sono in fondo per attacchi diretti (Lazio 19, Genoa 11) e la Lazio ha la velocità di verticalizzazione più bassa del campionato (1.55 m/s), segnale di manovra poco verticale.


Pisa vs Sassuolo

Pareggi e difficoltà offensive casalinghe: un match che nasce “stretto”

Qui il dato principale non è il blasone, ma la struttura numerica di due stagioni “strane”. Il Pisa è un caso statistico nei Big-5: è già in doppia cifra sia di pareggi (11) sia di sconfitte (10), e ha ottenuto una sola vittoria in campionato (dato minimo condiviso con il Wolverhampton tra i top-5). Dentro questo quadro, il rendimento interno è addirittura storico: solo 2 gol segnati in 11 gare casalinghe, terzo caso nella storia della Serie A dopo Mantova 1967/68 e Sampdoria 2022/23. È un indicatore pesantissimo: la squadra arriva in area e produce, ma non converte.

Il Sassuolo arriva con una tendenza esterna recente molto diversa dal mese precedente: ha perso le ultime due trasferte senza segnare, dopo essere rimasto imbattuto in sei delle sette precedenti. E c’è un altro contrasto interessante: il Pisa è la squadra che subisce più tiri da palla inattiva (122), con primato negativo anche sui corner concessi (67). Dall’altra parte il Sassuolo è la squadra che produce meno conclusioni da situazioni di calcio da fermo (63), appena il 27% dei suoi tiri totali: quindi il Pisa concede tante opportunità da fermo, ma affronta un avversario che da fermo crea poco.

Il Pisa, però, ha un tratto offensivo molto riconoscibile: 28% delle sue conclusioni di testa (62 su 225), record del campionato, e vince il 54% dei duelli aerei (seconda solo all’Inter). Il paradosso è che questa “vocazione aerea” finora ha portato appena tre gol di testa, gli stessi del Sassuolo, che però ha provato 27 colpi di testa in meno. È un match che, a livello dati, si gioca sul rapporto tra volume e conversione.


Napoli vs Fiorentina

Serie positiva recente negli scontri diretti, ma forma “breve” sorprendentemente simile

Il Napoli arriva con un trend storico favorevole: tre vittorie consecutive contro la Fiorentina, e la possibilità di raggiungere quattro successi di fila contro i viola per la prima volta dal ciclo 1988-1990. Inoltre, al Maradona non si vede un pareggio dal 10 dicembre 2017: da allora una sequenza di risultati “a esito pieno” con alternanza, ma più spesso favorevole al Napoli.

A livello di continuità interna, il dato chiave è enorme: il Napoli è imbattuto da 21 gare casalinghe in Serie A (15V, 6N). Nella storia recente (era 3 punti) solo una volta ha fatto meglio, arrivando a 22 tra 2015 e 2016: una serie che definisce l’identità del Napoli in casa, indipendentemente dalla posizione dell’avversario.

Eppure, la cornice “forma recente” è meno lineare: il Napoli ha vinto solo una delle ultime cinque (con tre pareggi e la sconfitta più recente 3-0 con la Juventus). E la Fiorentina, pur essendo in basso in classifica, nelle ultime sette giornate ha fatto quasi lo stesso ritmo punti del Napoli (11 vs 12). È un dettaglio fondamentale perché riporta il match dal piano “classifica” al piano “trend breve”.

Con Vanoli in panchina, la Fiorentina si è trasformata per volume: nel periodo è tra le prime per tiri (181, 15 a gara) e prima per cross su azione (207, 17 a partita). Questo spiega come una squadra in difficoltà di classifica possa comunque produrre tanto. Sul fronte giocatori, Lukaku ha numeri pesanti contro i viola (4 gol + 2 assist) e nelle due sfide più recenti ha sempre combinato gol e assist; Piccoli invece ha un profilo più “trasferta” (entrambe le reti in stagione lontano da casa), ma contro il Napoli ha segnato una sola volta in otto incroci.


Cagliari vs Hellas Verona

Cagliari in striscia positiva, Verona in zona “record negativo” ma con un bomber giovane

Questo incrocio è uno di quelli dove i dati raccontano un cambiamento. Il Cagliari ha invertito una tendenza storicamente sfavorevole: dopo nove sfide senza successi contro il Verona, ha vinto due delle ultime tre ed è imbattuto da quattro confronti. Un’ulteriore imbattibilità porterebbe i rossoblù al miglior filotto contro gli scaligeri dal 1973.

Sul piano del momento, il Cagliari arriva da due vittorie consecutive (Juventus e Fiorentina), tante quante nelle precedenti 16: è un’accelerazione evidente. Il Verona invece è a quota 14 punti e, in caso di sconfitta, eguaglierebbe il suo peggior dato dopo 23 giornate nell’era dei 3 punti (2015/16).

Ci sono però due “segnali tecnici” interessanti: il Verona è la squadra che ha segnato meno di testa (1) ma, insieme al Lecce, è anche tra quelle che hanno subito più gol di testa (8). E dentro questo quadro spicca Gift Orban: è già a 7 gol, e prima dei 24 anni solo Iturbe e Mutu hanno fatto meglio con la maglia dell’Hellas in una singola stagione dagli anni ’90. Per il Cagliari, Kiliçsoy è salito a tre reti e può inserirsi in una micro-storia di esordienti rossoblù produttivi (l’ultimo con 4+ gol entro la 23ª fu Sau nel 2012/13).


Torino vs Lecce

Il paradosso totale: peggior attacco contro peggior difesa, con due crisi diverse

Qui i dati sono quasi “didattici”. Si affrontano il peggior attacco del campionato (Lecce, 13 gol) e la peggior difesa (Torino, 40 subiti). E non è solo una fotografia statica: il Torino arriva da quattro sconfitte consecutive con media di tre gol subiti a partita, mentre il Lecce è senza vittorie da sette (2N, 5P) e soprattutto è a secco da tre gare.

La componente efficienza spiega tanto: il Lecce ha una percentuale realizzativa del 6.1% (solo il Parma peggio) e il Torino è la squadra contro cui gli avversari trasformano di più rispetto ai tiri tentati (13.4%). In pratica: uno fa fatica a segnare, l’altro concede con un’efficienza altissima.

Dentro a questi estremi, però, esistono due elementi che “sporcano” l’interpretazione:

  • il Torino in casa contro il Lecce ha una storia di clean sheet importante (64% di partite interne senza subire gol vs Lecce);
  • il Lecce, in stagione, ha fatto l’83% dei suoi punti contro squadre della metà destra: quindi, quando incontra avversari “del suo segmento”, tende a raccogliere quasi tutto.

Como vs Atalanta

Clean sheet, big match “chiusi” e un Como da record di identità

Como-Atalanta è uno dei match più interessanti per identità difensiva. Il Como è la squadra con più clean sheet casalinghi del campionato: sei, un dato da élite anche nel panorama Big-5 (meglio solo il PSG con sette). In parallelo, dall’arrivo di Palladino, l’Atalanta ha accelerato: 22 punti in 11 partite, e nel periodo solo Inter, Milan e Juventus hanno fatto meglio.

Il dato più “spiegante” però arriva dai confronti contro le prime sette: Como e Atalanta, nei big match, stanno viaggiando a ritmi bassi di punti e gol (Como 0.8 punti a gara, 4 gol; Atalanta 1.0 punti a gara, 5 gol). Non è un giudizio: è la fotografia di partite dove la produzione offensiva si abbassa drasticamente.

Poi ci sono due dettagli tecnici: Como e Atalanta sono le squadre che hanno subito meno gol da cross (2) e il Como ha una caratteristica unica: zero italiani nell’XI titolare per 22 partite su 22, un primato quasi senza precedenti nell’era dei 3 punti. A livello individuale, Nico Paz è vicino a un traguardo storico di partecipazioni al gol U22, mentre Baturina è già il giocatore più coinvolto in reti nel 2026 in Serie A (3 gol + 3 assist), con un ranking “da Big-5” che lo mette dietro solo a Olise per contributi nel nuovo anno solare.


Cremonese vs Inter

Il match-up più sbilanciato della giornata: storia, forma recente e numeri “big-5”

Se guardiamo solo i precedenti, qui c’è il dato più estremo: l’Inter ha vinto l’82% delle partite di Serie A contro la Cremonese (14 su 17), la percentuale più alta contro un’avversaria affrontata più di 10 volte. E allo Zini è ancora più netto: dopo un 0-0 nel 1930, l’Inter ha vinto tutte le successive sette trasferte di campionato a Cremona.

Ma il presente è persino più pesante: nelle ultime otto giornate la Cremonese è ultima per punti (3), ultima per gol segnati (2) e ha fatto sette partite su otto senza segnare. L’Inter arriva invece con un profilo “europeo”: 17 vittorie in stagione (come il Barcellona) e 50 gol fatti, terzo miglior attacco nei Big-5.

La dimensione trasferta è quasi perfetta: dopo il 3-1 perso a Napoli a ottobre, l’Inter ha vinto sei trasferte di fila, subendo solo due gol, e ha già sei clean sheet fuori casa (dato top nei Big-5, al pari della Lazio). Inoltre è perfetta contro la seconda metà classifica: 11 su 11 vinte, 31 gol fatti e 6 subiti.

Curiosità tattica: Cremonese e Inter sono le due squadre che hanno segnato più gol da cross (10 ciascuna). E Dimarco è già al record personale di partecipazioni al gol in A (12: 5G+7A), entrando in una ristretta élite storica nerazzurra per un difensore.


Parma vs Juventus

Parma “palla inattiva” contro Juventus “anti-palla inattiva”, con uno zero-gol che pesa

Parma-Juve è una partita che si spiega bene con due strati: momento e struttura.

Il Parma arriva da tre gare senza segnare: arrivare a quattro sarebbe un evento rarissimo nella sua storia di Serie A (successo solo due volte). La Juventus invece, dall’arrivo di Spalletti, ha costruito una fase difensiva d’élite: otto gol subiti in 13 partite, miglior dato condiviso con l’Inter nel periodo, e terzo posto per punti nello stesso arco (27).

La chiave più “da match-up” è sulle palle inattive: il Parma è la squadra che ha segnato la percentuale più alta di gol da piazzato (57%, 8 su 14), mentre la Juventus è quella che ne ha subiti meno da fermo (4). È un incrocio in cui il punto di forza di uno trova la specialità difensiva dell’altro.

A livello individuale, Pellegrino è un caso statistico: ha segnato il 43% dei gol del Parma (6 su 14). Yildiz è al record di gol in Serie A (8) e ha numeri “di volume” altissimi (tocchi in area e dribbling riusciti ai vertici del campionato). E Jonathan David arriva con un trend recente molto chiaro: 3 gol nelle ultime 4, e soprattutto contributi offensivi in trasferta dopo un inizio esterno quasi nullo.


Udinese vs Roma

Striscia giallorossa dominante e una Roma da record difensivo europeo

Roma-Udinese ha una dinamica recente fortissima: i giallorossi hanno vinto le ultime sei contro i friulani, segnando sempre almeno due gol (15 totali, 2.5 di media). In trasferta, il trend è ugualmente solido: imbattuta in 11 delle ultime 13 a Udine (9V, 2N).

Il dato più “pesante” però è difensivo: la Roma ha subito 13 gol in 22 partite, miglior dato tra tutte le squadre dei Big-5 2025/26. E fuori casa è ancora più estrema: 7 gol concessi in 11 trasferte, miglior valore nei Big-5 (a pari con Lazio e Bayern, con il Bayern però in 9 gare).

Dentro questa struttura difensiva, c’è un’altra anomalia: la Roma è l’unica squadra a non aver ancora affrontato nemmeno un rigore contro; l’Udinese invece è quella che ha subito più gol su rigore (5). E poi c’è Dybala: contro l’Udinese ha numeri record assoluti dal 2004/05, con 21 partecipazioni al gol in 22 partite (12G+9A). Keinan Davis è invece la “spina” offensiva friulana (7G+3A) con un picco di partecipazioni che non aveva mai raggiunto nei tornei top.


Bologna vs Milan

Una rivalità quasi a senso unico, ma con due squadre “instabili” nei momenti della gara

Il Milan arriva con un dominio storico recente: imbattuto in 19 delle ultime 20 contro il Bologna (15V, 4N). E dopo l’1-0 dell’andata, può vincere entrambe le sfide stagionali contro i rossoblù per la prima volta dal 2020/21.

Il Bologna, però, vive un momento duro: una sola vittoria nelle ultime 10, e al Dall’Ara appena un punto nelle ultime cinque. Eppure ha un precedente vicino che pesa: il 2-1 del 27 febbraio 2025, che potrebbe diventare “doppietta casalinga” consecutiva contro il Milan, evento rarissimo nell’era dei 3 punti.

Il Milan ha un dato trasferta molto particolare: è rimasto imbattuto in tutte le prime 11 trasferte stagionali di campionato, cosa che non succedeva (con Serie A a 20 squadre) dal 2004/05 e, più in generale, dal 2003/04.

La chiave analitica più interessante, però, è “di game-state”: Milan e Bologna sono le uniche due squadre che hanno sia recuperato 10+ punti da situazione di svantaggio, sia perso 10+ punti dopo essere andate avanti. È un indicatore di partite “oscillanti”, dove la gestione dei vantaggi e delle rimonte è strutturalmente instabile.

Sul piano giocatori: Immobile è tra i migliori marcatori contro il Milan nell’ultimo decennio (8 gol, al pari di Dybala e Zapata), anche se con un rendimento recente molto basso; Leão invece viaggia alla miglior media minuti/gol della sua carriera in Serie A (1 gol ogni 153’).

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Tags: serie a
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