La 26ª giornata di Premier League si gioca nel cuore del turno infrasettimanale e mette in primo piano due fattori ricorrenti: l’impatto delle serie aperte (positive e negative) e la tenuta lontano da casa, spesso decisiva in questo blocco di partite. Alcune sfide raccontano trend estremi: squadre che non vincono da tempo in determinate circostanze (come il Tottenham nei match infrasettimanali) e altre che arrivano con numeri specifici molto marcati (City in casa, Sunderland imbattuto internamente, Wolves in crisi nera fuori).
Tottenham Hotspur – Newcastle (martedì 10 febbraio 2026): tabù infrasettimanale Spurs, Newcastle più “cinico” nei big match del giorno
Il Tottenham arriva con un dato pesantissimo: 11 partite infrasettimanali di Premier League senza vittorie (3 pareggi, 8 sconfitte), la striscia più lunga della sua storia in questo tipo di appuntamenti. In generale, anche il rendimento interno recente al Tottenham Hotspur Stadium è calato drasticamente: dopo un avvio forte nel 2024/25, ha vinto solo quattro delle successive 26 gare di campionato in casa.
Il Newcastle, dall’altra parte, ha una tendenza opposta nelle notti infrasettimanali: sei vittorie nelle ultime otto in queste date, con 22 gol segnati (2.8 a partita). Il quadro però si complica se si guarda alle trasferte: i Magpies hanno vinto solo due delle ultime 15 fuori casa e arrivano da tre sconfitte consecutive a Londra.
La partita tende storicamente ad “accendersi”: è la sfida più giocata in Premier League tra quelle mai finite 0-0 e una delle più ricche di gol complessivi nella storia della competizione. A livello individuale, Gordon ha numeri di coinvolgimento offensivo notevoli contro gli Spurs, mentre Solanke arriva con una produzione casalinga di alto livello e con una striscia personale importante contro il Newcastle.
Everton – Bournemouth (martedì 10 febbraio 2026): secondi tempi decisivi e Merseyside ostico per le Cherries
Everton-Bournemouth è una partita che, negli ultimi incroci, si sblocca tardi: nelle ultime quattro sfide di Premier League tra queste due squadre, il primo tempo è finito sempre 0-0 e gli ultimi 11 gol complessivi sono arrivati tutti nella ripresa. È un dettaglio che racconta match spesso tattici, con equilibrio iniziale e più spazio col passare dei minuti.
L’Everton ha già vinto l’andata 1-0 e potrebbe completare la doppia vittoria stagionale. Inoltre, in questa stagione ha un feeling particolare col martedì: ha vinto entrambe le partite di Premier giocate in quel giorno, inclusa proprio quella contro il Bournemouth.
Il Bournemouth, storicamente, fatica molto nel Merseyside: in 17 trasferte complessive tra Everton e Liverpool ha preso solo sette punti e non ha mai mantenuto la porta inviolata. Tuttavia, l’esatto incrocio della scorsa stagione al campo dell’Everton ha mostrato che può anche ribaltare scenari estremi (rimonta da 0-2 a 3-2).
Tra i singoli, Thierno Barry sta vivendo un momento di crescita nelle gare interne: tre gol nelle ultime cinque presenze casalinghe dopo un lungo digiuno iniziale.
Chelsea – Leeds United (martedì 10 febbraio 2026): Stamford Bridge come fortezza storica, ma il Leeds ha già colpito all’andata
A Stamford Bridge, il Chelsea contro il Leeds è stato quasi sempre dominante: sette gare interne di fila senza sconfitte, con sei vittorie consecutive. Però il contesto stagionale introduce una crepa: il Leeds ha già vinto 3-1 all’andata e cerca la doppia affermazione stagionale contro i Blues, evento che per il club avrebbe un sapore rarissimo.
Il Chelsea, inoltre, non ha brillato nel turno infrasettimanale di questa Premier League: tre partite senza vittorie (1 pareggio, 2 sconfitte), inclusa proprio la gara persa a Leeds. Dall’altra parte, però, i Whites hanno un problema specifico: nelle trasferte infrasettimanali non vincono da sette partite e in quel parziale hanno incassato 24 gol (3.4 di media), un’enormità.
La lettura diventa quindi un incrocio tra due “inerzie”: Chelsea in crescita interna con il nuovo corso (due vittorie casalinghe iniziali col nuovo tecnico) e Leeds che, fuori casa e in midweek, tende a sbandare. Sul fronte giocatori, João Pedro è in buona continuità nelle gare interne, ma contro il Leeds non ha mai lasciato traccia tra gol e assist.
West Ham United – Manchester United (martedì 10 febbraio 2026): Hammers solidi in casa nello scontro diretto, United in crescita fuori ma altalenante di notte
Il West Ham ha trasformato la sfida casalinga contro lo United in un terreno favorevole: tre vittorie interne consecutive in campionato contro i Red Devils, striscia che non si vedeva da decenni. Anche guardando il periodo recente complessivo, il Manchester United ha perso quattro delle ultime sei contro gli Hammers: più sconfitte di quante ne avesse subite nelle 28 precedenti.
Ma c’è un elemento di contesto che pesa: il West Ham, pur avendo buoni numeri nello scontro diretto, in generale vince poco in casa e molte delle sue poche vittorie recenti sono arrivate contro neopromosse. Invece lo United, dopo un avvio esterno difficile, ha perso solo una delle ultime nove trasferte di campionato e ha persino infilato risultati positivi a Londra nelle ultime uscite.
Nel dettaglio midweek, lo United fatica: una vittoria nelle ultime nove trasferte infrasettimanali e nessun successo nelle ultime cinque. Tra i singoli, Bowen è un riferimento nei match contro i Red Devils, mentre Bruno Fernandes sta avendo un impatto enorme lontano da Old Trafford in termini di creazione (assist).
Nottingham Forest – Wolverhampton (mercoledì 11 febbraio 2026): City Ground in frenata, Wolves con emergenza trasferta
Il Nottingham Forest può completare la doppia vittoria stagionale contro i Wolves, cosa che nel massimo campionato non accade da tantissimo tempo. Però c’è un dato che frena l’entusiasmo: il Forest non vince da quattro gare casalinghe e ha pareggiato le ultime due.
Il Wolverhampton porta invece in dote un problema gigantesco: 14 trasferte di Premier League senza vittorie (3 pareggi, 11 sconfitte), la peggiore striscia esterna da oltre vent’anni, con una produzione offensiva ridottissima fuori casa (solo cinque gol in trasferta in stagione). Eppure, un segnale “storico” invita alla cautela: le ultime squadre che hanno segnato così poco dopo 12 trasferte non sono necessariamente retrocesse.
Sul piano del campo, Gibbs-White ha spesso alzato il livello contro la sua ex squadra e rappresenta uno dei profili chiave nella partita.
Manchester City – Fulham (mercoledì 11 febbraio 2026): Etihad come laboratorio di continuità, Fulham davanti a una montagna statistica
Qui i numeri sono estremi: il Manchester City ha vinto 19 partite consecutive contro il Fulham in tutte le competizioni e 16 di fila in Premier League, una serie da record storico nel calcio inglese. Anche il contesto midweek casalingo è fortissimo: il City non perde una gara interna infrasettimanale di Premier da 55 partite.
Il Fulham, nelle trasferte contro squadre che iniziano la giornata nelle prime tre, ha una storia difficile (tre vittorie in 44), e anche per l’allenatore il trend è totale: Marco Silva ha perso tutte le partite di Premier contro il City.
Sul piano individuale, Haaland ha numeri altissimi di coinvolgimento contro il Fulham. Il dato “curioso” è che, storicamente, tre delle quattro vittorie del Fulham in Premier contro il City sono arrivate proprio all’Etihad: un’anomalia che racconta come, raramente, il Fulham abbia saputo colpire proprio dove sembra impossibile.
Crystal Palace – Burnley (mercoledì 11 febbraio 2026): clean sheet come chiave, Palace però senza vittorie in casa da troppo
Negli ultimi confronti, il Crystal Palace ha dominato il Burnley: tre vittorie di fila con un totale di 6-0. Inoltre, al Selhurst Park questa partita tende spesso a essere “chiusa”: in sette degli otto incroci di Premier giocati lì, almeno una delle due ha mantenuto la porta inviolata.
Eppure, il Palace vive un problema interno serio: sette partite casalinghe senza vittorie (3 pareggi, 4 sconfitte), la peggior striscia da decenni. Il Burnley, dal canto suo, fatica a Londra: una vittoria nelle ultime 16 trasferte nella capitale e un trend negativo anche negli appuntamenti infrasettimanali.
È quindi una partita in cui le tendenze si scontrano: da un lato la tradizione favorevole Palace-Burnley, dall’altro la “crisi casalinga” delle Eagles che rende tutto meno scontato.
Aston Villa – Brighton (mercoledì 11 febbraio 2026): Villa Park dopo la serie perfetta, Brighton in difficoltà il mercoledì
L’Aston Villa ha vinto sette delle ultime nove contro il Brighton e cerca un’altra doppia vittoria stagionale, cosa che ha già fatto di recente. Ma arriva con un campanello: ha perso le ultime due in casa dopo una serie di otto successi consecutivi. Il rischio “storico” è diventare la prima squadra inglese a perdere tre gare interne di fila dopo averne vinte almeno otto.
Il Brighton ha un dato specifico molto negativo: è la squadra, tra quelle attuali, con la peggior percentuale di vittorie nelle partite giocate di mercoledì. Anche fuori casa non è in un gran periodo: cinque trasferte senza vittoria.
A livello di protagonisti, Watkins contro il Brighton ha numeri eccezionali (è l’avversario contro cui ha segnato di più), mentre Rogers ha una continuità interna recente importante e spesso incide anche contro i Seagulls.
Sunderland – Liverpool (mercoledì 11 febbraio 2026): imbattibilità interna dei Black Cats contro un Liverpool che soffre in trasferta
Il Sunderland vive un dato enorme: imbattuto in tutte le 12 gare casalinghe di Premier (7 vittorie, 5 pareggi), striscia rarissima per una neopromossa. E c’è anche un tema “identitario”: contro i campioni in carica, in casa, il Sunderland storicamente ogni tanto sa alzare il livello.
Il Liverpool però porta una tradizione favorevole: il Sunderland non vince contro i Reds da 11 partite. La grande chiave, qui, è la trasformazione dei Reds lontano da Anfield: dopo un avvio con due vittorie, ne hanno vinte solo due nelle successive 10 trasferte e hanno incassato 21 gol fuori casa, un numero altissimo.
Infrasettimanale? Anche qui c’è un contrasto: il Liverpool perde pochissimo in queste date, ma ultimamente pareggia molto; il Sunderland invece non vince da otto partite in midweek.
Brentford – Arsenal (giovedì 12 febbraio 2026): derby di Londra con trend opposti e un Gtech che deve reagire
Il Brentford ha un ricordo iconico: la prima vittoria in Premier della sua storia arrivò proprio contro l’Arsenal nel 2021. Da lì in poi, però, non ha più vinto contro i Gunners in campionato (solo due pareggi e sei sconfitte).
Il tema “derby di Londra” è centrale: il Brentford in casa ne vince pochissimi (uno negli ultimi 11) e viene da una sconfitta interna che ha interrotto una serie positiva. L’Arsenal, al contrario, nei derby londinesi è quasi impeccabile: una sola sconfitta negli ultimi 23, con ottimi risultati anche in trasferta contro squadre della capitale.
Occhio ai dettagli: l’Arsenal è imbattuto da 12 partite infrasettimanali, ma nelle ultime tre giocate di giovedì non ha segnato né vinto. E poi c’è Igor Thiago, che al Gtech sta avendo un impatto da top attaccante per continuità e doppiette, mentre Saka resta uno dei giocatori più produttivi nei derby.















