Derby, strisce “tabù” e squadre agli estremi: il turno che parla di trend più che di classifica
La 21ª giornata di Liga è un concentrato di serie che durano da decenni, record in avvicinamento e identità tattiche chiarissime: dal derby valenciano Levante–Elche segnato da crisi casalinghe e tabù esterni, al Vallecas dove Rayo e Osasuna si sfidano tra sterilità offensiva e difficoltà croniche in trasferta; passando per Valencia–Espanyol, una partita che sembra vivere di pareggi seriali, fino a Villarreal–Real Madrid, dove il tema è la gestione del primo gol e la pericolosità in transizione. In coda al weekend, Atletico–Maiorca e Barça–Oviedo mettono sul tavolo strisce casalinghe pesantissime e numeri che, storicamente, spesso anticipano un finale di stagione duro per chi è in difficoltà.
Levante–Elche: derby valenciano tra “fortino” storico e due crisi recenti
Il Levante, storicamente, in casa contro l’Elche ha concesso pochissimo: una sola sconfitta in sei gare interne di Liga (3V, 2N, 1P), e quell’unico ko risale addirittura al dicembre 1963 (0-1), la prima trasferta dell’Elche in casa dei Granotas nella massima serie. Eppure, il derby valenciano arriva in un momento in cui i trend recenti provano a scardinare la tradizione.
L’Elche ha già vinto l’andata ad agosto (2-0) e può centrare un fatto storico: due successi consecutivi contro il Levante per la prima volta in Liga. Inoltre, il Levante è in una mini-serie negativa nei derby: non ha vinto gli ultimi tre derby valenciani, perdendo gli ultimi due; rischia così la terza sconfitta consecutiva in questi match, cosa che non accade dal 2015.
Il tema “psicologico” però si incastra con un dato di forma pesantissimo: il Levante non vince in casa da otto partite (3N, 5P) dopo averne vinte quattro delle sette precedenti. L’Elche, dall’altra parte, non vince da tre gare (due pareggi e una sconfitta) e può arrivare a tre pareggi di fila per la prima volta dal 2020. Curiosità tecnico-statistica: l’Elche è (con il Siviglia) l’unica squadra senza gol di testa in Liga 2025/26; l’ultimo colpo di testa vincente risale a giugno 2023 (Boyé). Tra i singoli, occhio a Valera (3 gol nelle ultime 6) e a Pablo Martínez, reduce da 5 tiri senza gol contro il Real Madrid (record negativo “sfiorato” nella storia recente del Levante).
Rayo Vallecano–Osasuna: Vallecas come “zona sicura”, Osasuna in trasferta come problema strutturale
Rayo–Osasuna è un match in cui i dati raccontano soprattutto dove si gioca: il Rayo ha vinto le ultime tre partite casalinghe di Liga contro l’Osasuna e può eguagliare la sua miglior striscia interna contro i rossoblù (quattro successi nei primi quattro incroci tra 1990 e 2001). In generale, il Rayo ha migliorato i confronti recenti: tre vittorie nelle ultime sei contro l’Osasuna, tante quante nei precedenti 13.
L’Osasuna arriva con un trend esterno durissimo: 13 trasferte di Liga senza vittorie (4N, 9P), e soprattutto una sterilità che pesa: senza segnare in otto delle ultime dieci fuori casa. Il quadro peggiora se allarghiamo alle trasferte in generale contro squadre di Madrid: una sola vittoria nelle ultime 15 (3N, 11P), con quattro “zeri” offensivi nelle ultime cinque.
Il Rayo però non è esattamente una macchina da gol: è una delle squadre che non ha segnato in più partite (10) e nelle ultime 10 gare di Liga è rimasto a secco in sette. Quindi qui il tema non è “chi attacca di più”, ma chi riesce a trovare un vantaggio e difenderlo: l’Osasuna è tra le squadre che perdono più punti da situazione di vantaggio (13) e, al contempo, tra quelle che ne recuperano di più da svantaggio (7). In chiave singoli: Isi Palazón ha già segnato due volte negli ultimi tre Rayo–Osasuna a Vallecas (in entrambi i casi 2-1), mentre Raúl García ha nel Rayo la sua “vittima” preferita (4 gol in 5 gare).
Valencia–Espanyol: la partita dei pareggi seriali e del Valencia “1 gol a gara”
Se c’è un match che vive di inerzia statistica, è Valencia–Espanyol. Il Valencia non vince contro i Periquitos da sette partite di Liga e ha pareggiato le ultime sei: è la sua striscia più lunga di pareggi consecutivi contro un singolo avversario nella competizione. Anche al Mestalla, la storia recente non è lineare: dopo quattro vittorie interne di fila (2014–2018), il Valencia ha vinto solo una delle ultime cinque in casa contro l’Espanyol (3N, 1P).
Il contesto di forma dice però che il Valencia ha ritrovato ossigeno: viene da un successo 0-1 sul Getafe dopo sei gare senza vincere, ma non ottiene due vittorie di fila da maggio 2025. E soprattutto c’è un dato “strutturale” che definisce il suo campionato: ha segnato esattamente un gol in ciascuna delle ultime nove partite di Liga. Arrivare a 10 gare consecutive con un solo gol segnato è rarissimo: nella storia recente ci sono solo Hércules (1980) e Malaga (2012).
L’Espanyol, invece, è in fase di rallentamento dopo un filotto positivo: non vince da tre gare (1N, 2P) dopo cinque vittorie consecutive, e rischia di tornare a quattro incontri senza successi per la seconda volta in stagione. Spunto disciplinare: da quando è risalito in Liga (estate 2024), nessun centrocampista nei big-5 ha preso più gialli di Pol Lozano (18). Sul piano “match-up”, Hugo Duro è in striscia al Mestalla (gol in ciascuna delle ultime tre gare interne), mentre Manolo González ha un rapporto complicato con il Valencia: 5 partite senza vittorie (3N, 2P).
Siviglia–Athletic Bilbao: crisi casalinga e Athletic “indisciplinato”, con un incrocio che pesa sulle serie
Il Siviglia arriva a questa partita con un segnale chiaro: contro l’Athletic non vince da cinque match (1N, 4P), la serie più lunga dal 1976. In casa il dato è ancora più tagliente: tre partite interne senza vittorie, e le ultime due perse senza segnare. Il Siviglia non ha mai incassato tre sconfitte casalinghe consecutive contro i baschi in Liga: è un confine storico che dà peso al match.
Nel frattempo, l’Athletic vive un momento complicato: tre sconfitte nelle ultime quattro (1N) e rischio di arrivare a cinque gare senza successi, cosa che non succede dal 2023. Tuttavia, come “profilo” esterno, la squadra basca ha spesso reso bene in Andalusia: imbattuta in 11 delle ultime 12 trasferte contro squadre andaluse (5V, 6N), e ha vinto le ultime due, senza mai arrivare a tre di fila fuori casa contro queste squadre.
Tra i dettagli tattici: il Siviglia ha avuto una crescita improvvisa di rigori a favore (due nelle ultime tre partite, tanti quanti nei precedenti 20 match). L’Athletic, invece, è in “zona rossa” disciplinare: sei rossi in stagione (quattro in più rispetto a tutto lo scorso campionato). Spunti individuali: Akor Adams è esploso (3 gol nelle ultime due) e può segnare per tre gare di fila per la prima volta; Nico Williams ha già 4 gol in 16 presenze (miglior “punto” dopo 16 gare in una sua stagione di Liga). E Valverde ha invertito la storia personale al Sánchez-Pizjuán: dopo un avvio pessimo, è imbattuto nelle ultime cinque trasferte lì (3V, 2N).
Villarreal–Real Madrid: contropiedi, “prima rete” e un duello che vive di transizioni
Qui il cuore dell’analisi è la dinamica: Villarreal e Real Madrid sono tra le squadre che fanno più contropiedi (Villarreal 44, Real 31) e sono anche quelle che segnano di più da contropiede (8 Villarreal, 7 Real). Quindi il match promette fasi “verticali” e grande importanza nella gestione delle distanze.
Nei precedenti recenti, il Villarreal è in sofferenza: ha perso quattro delle ultime cinque contro i Blancos (1N), con tre sconfitte consecutive e il rischio di arrivare a quattro di fila (evento già visto solo due volte, e in forma ancor più pesante in passato). Ma al tempo stesso, al Cerámica il Real pareggia spesso: è imbattuto in 21 delle 25 trasferte contro il Villarreal (10V, 11N, 4P), e 11 pareggi sono il massimo numero di “X” casalinghe del Villarreal contro una singola avversaria in Liga.
Il Real arriva lanciatissimo: quattro vittorie consecutive e può arrivare a cinque per la seconda volta in stagione (aveva aperto il campionato con sei successi). Inoltre è “perfetto” quando segna per primo: 14 partite, 14 vittorie in stagione dopo l’1-0. Il Villarreal, però, risponde con un dato speculare al Cerámica: in casa non ha perso nessuna delle otto gare in cui ha segnato per primo (7V, 1N). È un incrocio che parla di importanza della prima rete più che di dominio territoriale.
Sul piano dei singoli, Vinícius ha ribaltato un tabù: dopo 0 gol nelle prime nove col Villarreal, ne ha fatti 4 nelle ultime quattro. E Gerard Moreno ha una produzione d’élite contro il Real: 11 partecipazioni al gol (6G+5A) dal 2014/15, secondo solo a Luis Suárez nello stesso periodo. Marcelino, invece, contro il Real porta un peso statistico: è l’avversaria contro cui ha perso di più (17 sconfitte in 24).
Atletico Madrid–Maiorca: Metropolitano in serie lunga e un Atletico “più solido di quanto dica l’xGA”
Atletico–Maiorca è segnato soprattutto dalla forza casalinga rojiblanca: l’Atletico ha vinto le ultime nove partite al Metropolitano in Liga, miglior striscia dal 2023 (quando arrivò a 17). Contro il Maiorca è imbattuto da sei (5V, 1N). Il Maiorca, in trasferta a Madrid sponda Atletico, ha perso le ultime tre e nelle ultime due non ha segnato: non è mai rimasto a secco per tre trasferte consecutive nella storia della Liga, e questo è un “limite storico” che dà tensione al match.
Il dato più analitico del turno è però quello difensivo dell’Atletico: con 17 gol subiti e 23.6 xGA concessi, è la squadra con la maggiore differenza tra gol subiti e xGA (-6.6). Tradotto: concede “in teoria” più di quanto poi incassi realmente, segnale di efficacia difensiva/portiere e gestione delle situazioni.
Sui traversoni c’è un interessante “duello di stile”: il Maiorca è tra le migliori per % di cross completati (27.57%), ma l’Atletico è la squadra contro cui gli avversari hanno la peggiore precisione sui cross (20.51%). È un punto di frizione tattico diretto.
Tra i singoli, Julián Álvarez vive un digiuno pesante (9 partite di Liga senza gol), mentre Muriqi arriva galvanizzato: con la tripletta contro l’Athletic è diventato il secondo miglior marcatore del Maiorca in Liga (48). Infine, Simeone contro Arrasate è un “match-up” quasi unico: 13 vittorie su 15, e nessun allenatore ha più successi contro un singolo tecnico nella storia della competizione.
Barcellona–Real Oviedo: la striscia del Barça in casa e l’Oviedo dentro un “pattern” storico da retrocessione
Il Barcellona, in casa, è una macchina: ha vinto le ultime nove partite casalinghe di Liga e può arrivare a 10 successi interni consecutivi con lo stesso allenatore per la prima volta dal 2019 (Valverde arrivò a 14). Contro l’Oviedo, il Barça ha vinto 7 delle ultime 9 in casa (1N, 1P) e non ha mai perso due di fila al Camp Nou/impianto casalingo contro gli asturiani.
L’Oviedo però ha avuto in passato la capacità di “pungere”: ha vinto 4 delle ultime 9 partite di Liga contro il Barça, tante quante nei precedenti 24. E soprattutto, dopo l’1-3 dell’andata, il Barcellona può vincere entrambe le sfide stagionali per la prima volta dal 1995/96 (Cruyff).
Il punto più serio, però, è la crisi dell’Oviedo: 13 partite senza vittorie (7N, 6P) e 13 punti dopo 20 gare. Qui Opta inserisce un dato storico molto forte: le ultime 11 squadre ferme a massimo 13 punti a questo punto sono retrocesse; l’ultima a salvarsi in situazione simile fu il Zaragoza 2011/12. È un “pattern” che pesa come un macigno.
Sul piano offensivo-barcellonista, c’è un indicatore di “dominanza incompleta”: il Barça è la squadra che ha colpito più legni nei big-5 (19), e nell’ultima gara ne ha presi cinque (record nei big-5 dal 2020). In chiave creativa, Lamine Yamal guida la Liga per assist (8) e nel conto europeo 2024/25 in poi è dietro solo a Olise. Per l’Oviedo, Viñas può inseguire una striscia rara (gol in tre gare consecutive) e Almada ha un avvio senza vittorie che lo colloca in una statistica negativa storicamente significativa per il club.
Real Sociedad–Celta Vigo: due squadre in forma, ma con trend opposti negli scontri diretti recenti
Qui si incrociano due strisce positive, ma con “warning” sui precedenti recenti. La Real Sociedad ha perso due delle ultime tre contro il Celta (1N), dopo otto gare precedenti senza sconfitte (6V, 2N). In casa, inoltre, non vince da tre contro i galiziani (2N, 1P) e non è mai arrivata a quattro gare interne senza successi contro il Celta: altro limite storico “in bilico”.
Il Celta arriva in forma: sei partite senza sconfitte (5V, 1N) e tre vittorie consecutive, con la prospettiva di fare quattro successi di fila (non accade dal 2021). Inoltre, fuori casa contro squadre basche è imbattuto da tre (2V, 1N) e ha vinto le ultime due 0-1: può centrare la terza vittoria consecutiva esterna contro basche, mai riuscita in Liga.
Spunti di “processo”: la Real è seconda nel 2026 per recuperi offensivi (30) ma non ha ancora trasformato nessuna di queste azioni in gol. Il Celta, invece, ha un dato difensivo molto caratterizzante: subisce il 95% dei gol da dentro l’area (19 su 20), indicatore di come e dove venga colpito.
Sui leader: Oyarzabal ha un buon rapporto col Celta (6 gol in 18 match), Aspas ha una tradizione “pesante” contro la Real (10 gol) ma è a secco nelle ultime tre contro i baschi e può stabilire la sua striscia più lunga senza segnare contro di loro. Infine, Giráldez è imbattuto in tre gare di Liga contro la Real (2V, 1N): è uno dei suoi migliori “match-up” da allenatore.
Alavés–Real Betis: Alavés in crisi, Betis solidissimo fuori e partita che può girare su palla inattiva
Questo match è un contrasto netto tra trend di squadra e statistiche “di reparto”. L’Alavés ha perso sette delle ultime nove partite di Liga (1V, 1N), tante sconfitte quante nelle precedenti 24: è una caduta di rendimento evidente. E al Mendizorrotza contro il Betis c’è un tabù specifico: sette gare interne senza vittorie contro i biancoverdi (4N, 3P), la serie più lunga senza successi in casa contro questo avversario.
Il Betis, però, fuori casa è uno dei profili più solidi della Liga: ha perso solo una delle ultime dieci trasferte (2V, 7N, 1P) e, in stagione, è tra le squadre con meno sconfitte esterne (una, come Celta e Real Madrid). C’è un’altra curiosità: il Betis non vince da sei trasferte contro squadre basche (4N, 2P), quindi la solidità non coincide sempre con l’efficacia “di risultato” in questo contesto geografico.
La chiave di partita può essere la palla inattiva: l’Alavés segna la percentuale più alta di gol da fermo (62% – 10/16, pari all’Osasuna). Dall’altra parte, il Betis ha un problema d’avvio: ha subito 7 gol nel primo quarto d’ora, record negativo condiviso con l’Elche. Tra i singoli: Lucas Boyé ha numeri ottimi in casa (4 gol nelle ultime 7 al Mendizorrotza) e sa colpire il Betis; Antony è un creatore in forma (assist in 3 delle ultime 4; 4 in stagione, il doppio della scorsa). E Pellegrini, contro l’Alavés, è quasi “garanzia” (una sola sconfitta in 11).
Girona–Getafe: Girona in risalita, Getafe “minimo offensivo” e scontro tra estremi di produzione
Chiude il turno un match che mette di fronte due profili opposti: il Girona arriva da tre vittorie consecutive, tante quante nelle precedenti 19 gare, e può vincere quattro di fila (non succede dal 2023). Il Getafe è invece nel punto più basso: ha perso cinque delle ultime sei (1N) ed è la squadra con meno punti da dicembre (uno).
A livello “numerico”, la partita ha un contrasto fortissimo: Girona è la squadra che ha subito più gol in Liga (34), mentre il Getafe è tra le peggiori per produzione offensiva: solo l’Oviedo ha segnato meno (11) rispetto ai 15 del Getafe. E non è solo un problema di finalizzazione: il Getafe è ultimo (nei big-5) per attacchi diretti (8), tra i peggiori per sequenze lunghe (45) e per attacchi elaborati (7): è un’identità di gioco molto poco “costruita” e molto poco “verticale”, almeno in volume.
Storicamente, però, il Getafe ha spesso complicato la vita al Girona: dopo un buon avvio del Girona negli scontri diretti, gli Azulones hanno vinto quattro delle ultime sei in Liga. In casa, il Girona ha perso una sola volta in sette sfide complessive, ma quella sconfitta è proprio la più recente (1-2 nel febbraio 2025). Sul piano dei singoli, Vanat può entrare nella storia del club segnando per quattro gare di fila (ci sono solo tre precedenti), mentre Iglesias è un “duellante” d’élite (secondo difensore per duelli fatti e vinti). Bordalás, infine, ha costruito un buon “match-up” col Girona (4 vittorie nelle ultime 6).














