Il quadro dei ritorni è netto: alcune sfide arrivano con vantaggi enormi (Newcastle e Galatasaray), altre sono appese a dettagli tattici e trend europei (Atlético-Brugge, PSG-Monaco, Real-Benfica), mentre Inter e Atalanta sono chiamate a ribaltare sconfitte pesanti contro avversari “fuori copione”.
Atlético Madrid–Club Brugge (martedì 24 febbraio 2026)
Qui la chiave non è tanto “chi è più forte”, ma quanto pesa la storia recente dello scontro: l’Atlético non vince da quattro partite contro il Brugge (3 pareggi e 1 ko), e in Champions ha fatto peggio solo contro il Real Madrid. Dall’altra parte, il Club Brugge sta costruendo una reputazione da squadra scomoda contro le spagnole: una sola sconfitta nelle ultime sette (con una sequenza recente di quattro senza ko). Per Simeone, la lettura è doppia: quando evita la sconfitta in trasferta all’andata, l’Atlético passa quasi sempre il turno (9 su 10, e 4 su 4 con lui), ma arriva a questo ritorno dopo tre partite di Champions senza vittorie e con un dato “di contesto” che fa rumore: in questa edizione la squadra è tra le migliori per passaggi che superano la linea difensiva, però all’andata ne ha prodotti solo cinque (minimo stagionale). Occhio anche ai protagonisti: Julián Álvarez è in modalità élite (27 partecipazioni gol nelle ultime 33 gare di UCL), mentre il Brugge porta in dote una produzione Under 21 impressionante (10 gol segnati da giocatori di 21 anni o meno, con Tresoldi già a referto anche all’andata) e un perno totale come Vanaken (partecipazioni, line-breaking passes e recuperi: è lui il “centro di gravità” dei belgi).
Inter–Bodø/Glimt (martedì 24 febbraio 2026)
Il fatto-base è storico: la sconfitta dell’Inter all’andata è solo la seconda di un’italiana contro una norvegese nella storia della Coppa dei Campioni/Champions. Il ritorno però è soprattutto una questione di “margini”: l’Inter deve recuperare due gol, ma nella fase a eliminazione diretta di Champions ha vinto con almeno due reti di scarto solo 6 volte su 52 e non ha mai vinto con tre o più gol di scarto in questa fase. Dall’altra parte il Bodø/Glimt ha un obiettivo che in Norvegia è quasi “mitologico”: diventare la prima norvegese a superare un turno a eliminazione diretta in Coppa dei Campioni/Champions dal 1987/88. Nei dettagli tattici, l’andata ha raccontato un Bodø capace di segnare anche con manovre lunghe (gol nato da una sequenza di 16 passaggi, la più lunga che abbia prodotto un gol per loro in questa UCL e la più lunga che l’Inter abbia “subito” prima di un gol in questa edizione). E poi c’è il tema portieri: Haikin (Bodø) e Sommer (Inter) sono tra i migliori per “reti evitate” rispetto agli xG on target, un elemento che spesso sposta l’inerzia dei ritorni. Sul piano individuale, Hauge è già a quota cinque gol in Champions, record eguagliato per un norvegese con un club norvegese in una singola edizione; lato Inter, Bastoni è a un passo da un traguardo simbolico (50 presenze da titolare in Coppa dei Campioni/Champions con l’Inter: sarebbe il primo italiano a riuscirci).
Newcastle–Qarabağ (martedì 24 febbraio 2026)
Qui i numeri raccontano un “non confronto” che raramente si vede a questi livelli. Le inglesi contro il Qarabağ: 9 vittorie su 10, e un aggregato complessivo delle vittorie pari a 33-2. Il Qarabağ, inoltre, ha perso tutte e cinque le trasferte contro squadre inglesi nelle coppe, con 1-19 di totale e senza segnare nelle quattro più recenti. Il punto decisivo è lo scarto: Newcastle avanti di cinque gol, e nella storia delle grandi competizioni europee non esiste alcun caso di squadra capace di ribaltare un’andata persa con almeno cinque gol di margine (questa sarà addirittura la 301ª volta che una squadra ci prova). In più, il Qarabağ arriva da due partite di Champions con sei gol subiti: un evento rarissimo in questo secolo (solo Maccabi Haifa 2022/23 e Dinamo Zagabria 2011/12 avevano incassato almeno sei gol in due gare consecutive nella stessa edizione). Per chi fa analisi “da pronostico”, l’attenzione si sposta quindi su due aspetti: la gestione del Newcastle (che può arrivare a sei vittorie in un’edizione, come non gli era mai riuscito) e la continuità offensiva, perché i Magpies segnano da 11 gare di fila in Champions (25 gol). Occhio al bomber-simbolo: Anthony Gordon è già a 10 gol in 15 presenze in UCL (secondo inglese più veloce di sempre a raggiungere la doppia cifra dopo Kane) e sta vivendo un’edizione da top-list storica per un club inglese.
Bayer Leverkusen–Olympiacos (martedì 24 febbraio 2026)
Questo ritorno parte da un 2-0 per il Bayer in Grecia e un precedente “di statistica dura”: quando una squadra perde in casa l’andata di un doppio confronto di Coppa dei Campioni/Champions con almeno due gol di scarto, quasi nessuno riesce a passare (solo 2 casi su 191: United-PSG 2018/19 e Ajax-Benfica 1968/69). In più, il Leverkusen ha un’abitudine forte: dopo aver vinto la prima gara, ha superato il turno 20 volte su 22 nelle coppe europee (le eccezioni contro Atlético 2014/15 e Udinese 1999/00). L’Olympiacos però ha un’identità molto riconoscibile: è la squadra che pressa di più e recupera più alto di tutti in questa Champions (e all’andata ha prodotto 497 pressioni ad alta intensità, secondo dato più alto dell’edizione), quindi il “come” potrebbe contare quasi più del “cosa”. Per le giocate chiave, due nomi: Schick ha numeri clamorosi con Hjulmand (4 gol in 7 presenze UCL con lui, un gol ogni 107 minuti, rispetto a un gol in 27 gare con altri tecnici), mentre Aleix García è uno dei re dei line-breaking passes (solo Vitinha meglio: 146 vs 142; e 76 passaggi che superano la prima linea d’attacco avversaria, record individuale del torneo).
Atalanta–Borussia Dortmund (mercoledì 25 febbraio 2026)
L’Atalanta arriva con uno 0-2 da ribaltare e con un dato psicologico-statistico scomodo: è stata eliminata in ognuno degli ultimi quattro turni europei a eliminazione diretta quando aveva perso l’andata, e questo 0-2 è anche la prima volta in cui perde un’andata con più di un gol di scarto nelle maggiori competizioni europee. Il Dortmund, di contro, quando vince l’andata passa spesso (7 su 9), e nelle due eccezioni aveva solo un gol di margine, non due. Per capire la partita, due segnali dall’andata: l’Atalanta ha tirato pochissimo (7 conclusioni, e in tutta la sua storia di Champions solo una volta aveva fatto peggio), mentre il Dortmund ha mostrato che può colpire con più uomini (a segno Guirassy e Beier). Guirassy è il riferimento: 24 partecipazioni gol in 23 gare di Champions con la maglia giallonera, secondo solo a Reus nella storia del club nella competizione. E c’è anche un “dettaglio da mercato/forma”: il Dortmund non ha un grande feeling recente in trasferta contro italiane (1 vittoria nelle ultime 8 tra tutte le competizioni), quindi il contesto del Gewiss può pesare.
Real Madrid–Benfica (mercoledì 25 febbraio 2026)
La narrativa qui è “Real favorito”, ma i facts rendono la lettura più sottile. Sì: il Real, quando vince l’andata, passa quasi sempre (22 qualificazioni su 23 doppi confronti, unica eccezione l’Ajax nel 2018/19). Però il Benfica è una delle pochissime squadre che, affrontata almeno cinque volte, ha più vittorie che sconfitte contro il Real in Coppa dei Campioni/Champions (3 successi Benfica vs 2 Real). E c’è un’anomalia storica: sarà il terzo Real-Benfica consecutivo nella stessa stagione (fase campionato + andata/ritorno playoff), evento senza precedenti nella competizione. Il tema “equilibri” è anche nei trend: nessuna delle ultime 25 partite di Champions del Real è finita in pareggio (e anche il Benfica non pareggia da 11), quindi di solito questa sfida si risolve con un vincitore netto, non con gestione conservativa. Due fari per chi legge in ottica pronostico: la solidità difensiva (Real a quota record di clean sheet in Champions, Courtois vicino a scalare la classifica storica dei portieri) e la produzione offensiva, perché Mbappé sta vivendo una stagione da record (13 gol, 14 partecipazioni) e Arda Güler è in territorio statistico rarissimo per creazione occasioni Under 21 (25, record dal 2003/04 per chi non ha ancora compiuto 21 anni).
PSG–Monaco (mercoledì 25 febbraio 2026)
È un derby europeo con un precedente mentale pesantissimo per il Monaco: ha perso 7 volte su 7 l’andata in casa in un turno a eliminazione diretta e in tutti i casi è poi uscito. Il PSG, invece, quando vince l’andata in trasferta in una sfida a eliminazione diretta quasi sempre passa (17 qualificazioni su 18; unica ferita famosa: United 2018/19). All’andata si è vista anche una superiorità “di volume” rarissima: 30 tiri e 80,4% di possesso, un picco storico per una gara di Champions a eliminazione diretta con quei parametri. Quindi il tema non è solo “chi ha più qualità”, ma se il Monaco riesce a cambiare radicalmente lo script. Per gli uomini, due storie: Balogun è caldo (cinque gol nelle ultime sei presenze di Champions e quattro nelle ultime cinque contro il PSG in tutte le competizioni), mentre Doué è l’uomo-copertina del PSG (sei gol nelle ultime sei presenze UCL, tutte doppiette: se segna, può diventare il più giovane del PSG ad arrivare a 10 gol in Champions, superando Mbappé). In mezzo, la regia di Vitinha è un metronomo da record: 100+ passaggi in 6 partite su 9 in questa edizione, un tipo di controllo che spesso definisce il ritmo dei ritorni.
Juventus–Galatasaray (mercoledì 25 febbraio 2026)
Qui la partita è scritta dal risultato dell’andata: 5-2 per il Galatasaray, una delle sconfitte europee più pesanti della storia recente bianconera (solo la seconda volta in assoluto che la Juve prende almeno cinque gol in una singola gara di grandi competizioni europee, dopo lo storico 0-7 del 1958/59). Statistica nuda: in Champions è successo 49 volte che una squadra perdesse l’andata con tre o più gol di scarto, e solo 4 volte chi era sotto è riuscito a passare (Deportivo 2003/04, Barça 2016/17, Roma 2017/18, Liverpool 2018/19). Sul lato opposto, il Gala ha un’abitudine da “chiusura pratica”: ha sempre passato il turno (11 su 11) quando ha vinto l’andata con almeno tre gol di margine, anche considerando i turni preliminari. Eppure, c’è un elemento da non ignorare per chi legge i mercati: il Galatasaray non ha mai vinto in 13 trasferte contro italiane nelle grandi coppe (6N, 7P) e, storicamente, solo un risultato di quel tipo lo “butterebbe fuori” davvero in questo caso (un ko larghissimo, come lo 0-5 col Milan nel 1963). Dentro la partita, i dati individuali raccontano come è maturato il 5-2: Noa Lang ha debuttato in Champions col Galatasaray segnando una doppietta (impatto enorme rispetto alla sua storia precedente nella competizione), mentre Gabriel Sara all’andata ha creato sette occasioni, record Opta per un giocatore del Gala in una singola gara di UCL dal 2003/04.














